ll ricordo di Pino di Attilio Mangano

Difficile davvero collocare la storia di Pino Ferraris nella sinistra italiana perchè le sue esperienze sociali e politiche sono sempre state varie e articolate, forse si potrebbe parlare per lui di OPERAISMO, ma a condizione di distinguere fra un operaismo più ” ideologico” di idealizzazione filosofico-politico della classe operaia ( sulla scia del classico OPERAI E CAPITALE di Mario Tronti) e quello panzieriano dei ” Quaderni rossi”, più sociologico ed empirico, anti-ideologico. E certo la sua storia può essere fatta risalire proprio a Panzieri ma anche alle lotte operaie del biellese, a un certo sindacalismo, per proseguire col ” socialismo di sinistra” e col Psiup oltrepassando questa stessa storia negli anni attorno al 68 per i suoi rapporti con la nuova sinistra e le unificazioni-scissioni multiple degli anni del Manifesto e di Democrazia Proletaria. Senza dimenticare che la sua forse più autentica collocazione è quella che lo porta a lavorare con l’Ufficio studi della CGIL e a rivelare le sue doti e qualità di studioso e sociologo, organizzatore e militante critico. In questo senso credo si possa parlare anche per lui di un tipo di cultura e metodologia di lavoro che lo colloca nel filone anti.moderato della sinistra ( dove, come ho detto altre volte, anti-moderato non significa estremista ma rifiuto del finto e comodo realismo e ricerca permanente di strade nuove, finanche utopiche ma al tempo stesso ancorate al punto di vista della sociologia critica. Il suo marxismo è stato dunque pratico ed empirico, non feticistico, non partitista, da intellettuale e operatore sindacal politico. Io ho avuto un lungo carteggio decennale con lui e negli anni di Democrazia Proletaria abbiamo fatto parte del gruppo dirigente e praticamente lo incontravo quasi tutti i fine settimana, partivo venerdì sera per Roma e mi riunivo con la direzione nazionale, ero ospite di Luigi Ferraioli e praticamente vedevo sempre anche Pino. L’esperienza più bella e importante, in cui Pino ha rivelato fino in fondo le sue doti di organizzatore culturale e teorico, è stata quella della rivista ” Unità Proletaria” che si trovò a dirigere, un impegno di grande responsabilità in un ambito appunto, la rivista di cultura politica, che spesso veniva snobbato e sottovalutato dal praxismo nudo e crudo e dall’organizzativismo militante, invece quei numeri di rivista da lui diretti costituiscono ancora oggi un esempio e un piccolo-grande capolavoro da riscoprire e valorizzare ancora oggi.
Grazie al figlio Sergio che ha voluto raccogliere scritti, riflessioni, articoli di Pino, è attivo un sito internet www.pinoferraris.it che invito tutti ad andare a visitare.

 

Attilio Mangano

nasce a palermo nel 1945, si laurea in storia con una tesi sul “politecnico di elio vittorini” nel 1967, presso l’universita di palermo. Militante politico fin da giovanissimo, socialista nei primi anni ’60, passato poi al psiup nel 1964, esce da questo partito dopo l’invasione della Cecoslovacchia e a Milano si unisce al gruppo di avanguardia operaia, poi in DP. Pubblica “origini della nuova sinistra: le riviste degli anni ’60″ (1979). Altri suoi saggi escono in libri collettanei: primato della politica e coscienza di classe nella tradizione comunista (1978), all’ombra del togliattismo in fiore: memoria e rottura (1982) lelio basso e il psiup. la scissione e la proposta di partito nuovo (1982). i suoi scritti e ricerche confluiscono nel 1988 nella pubblicazione del volume il senso della possibilita. la sinistra e l’immaginario. gli studi sulla nuova sinistra sfociano a loro volta nella nuova edizione del libro le culture del ’68 e le riviste degli anni sessanta (1989) in collaborazione con antonio schina e l’altra linea. fortini, bosio, montaldi, panzieri e la nuova sinistra (1992), cui seguirà le riviste degli anni settanta. gruppi, movimenti e conflitti sociali” (1998). Il libro 1969, l’anno dell’insurrezione (2000) vede la presenza delle categorie dell’immaginario nella ricerca storica. In occasione del quarantennale del 68 partecipa a dibattiti e convegni e pubblica (insieme ad antonio benci e a giorgio lima – del centro di documentazione di pistoia) il volume il sessantotto e finito nella rete. Nell’ultimo anno ha anche ripreso il ruolo di cultore della materia presso l’ universita Bicocca di milano in storia e didattica della storia col prof Lorenzo Strik Lievers.

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