Lo scienziato che piange

Toshiso Kosako è un professore dell’Univeristò di Tokyo, scienziato di fama nel campo della protezione da radioattività. Il 16 marzo è stato chiamato dal primo ministro giapponese Naoto Kan come suo consulente speciale per gestire le conseguenze della catastrofe di Fukushima.
Venerdì 29 aprile ha dato le dimissioni dall’incarico poichè nessuna delle sue raccomandazioni era stata accolta dal governo. Nella conferenza stampa nella quale egli denunziava la gestione governativa dell’emergenza, Kosako parlò di incredibili ritardi e di errori gravi nell’intervento, di carenza di informazione pubblica sulle reali dimensioni della diffusione della radioattività, di assurde modifiche in rialzo delle dosi annue di radioattività ammissibli per i lavoratori nucleari di Fukushima e sopratttto per i bambini delle scuole primarie della prefettura della regione colpita. Ancor più delle denunzie rivolte al governo ha fatto impressione il fatto che lo scienziato durante la conferenza stampa sia scoppiato in lacrime.
Di solito gli scienziati, sacerdoti della gelida razionalità tecnica, non piangono. Pochi, i migliori tra di loro, si permettono di dubitare.
Quelle lacrime di Toshiso Kosako del 29 aprile aprono uno squarcio sulla catastrofe nucleare di Fukushima. Molto probabilmente in Giappone è in atto l’olocausto nucleare di innumerevoli lavoratori, di vecchi e bambini, di intiere popolazioni: al buio, nel silenzio.
E stiamo vivendo nella cosiddetta “società dell’informazione”.
Pino Ferraris
12 maggio 2011
www.sbilanciamoci.info

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