Ricordo di Pino Ferraris. Giovanni Antonio Mattu, Peppino Goddi, Franco Calia, Gavino Porcu, Franca Cucciu, Antonio Davoli, Nanni Marras

I Quaderni Rossi e i documenti elaborati dalla Federazione del P.S.I.U.P. di Torino sul movimento operaio, sul sindacato e sul partito di classe sono stati per i giovani del  P.S.I.U.P. di Nuoro un fondamentale punto di riferimento.

E’ per questo, ma anche perché di lui ci raccontava qualche compagno operaio alla Fiat, che possiamo affermare di avere conosciuto Pino Ferraris  ben prima che egli iniziasse la sua frequentazione della Sardegna.

Alla fine degli anni sessanta, il malessere sociale della Sardegna, soprattutto in provincia di Nuoro, nei paesi dell’interno e nei comuni costieri, era esploso in grandi movimenti popolari, nati e cresciuti fuori dalla iniziativa diretta dei partiti della sinistra, in grave ritardo nel cogliere le tensioni che maturavano in ampi strati della popolazione per il degrado del tessuto economico tradizionale, l’alto tasso di disoccupazione e l’isolamento territoriale. I movimenti  avevano trovato una guida nei circoli politico-culturali giovanili attivi soprattutto in Barbagia e in Baronia e Pino Ferraris aveva dato un contributo rilevante alla crescita di quei nuovi gruppi dirigenti. Erano gli anni in cui la D.C., con molta spregiudicatezza, utilizzando le risorse pubbliche dei piani di rinascita, aveva favorito l’insediamento della grande industria petrolchimica che doveva, non molti anni più tardi, rivelarsi una grande illusione e un grande inganno rispetto alle esigenze di sviluppo della Sardegna, oltre che uno spreco inaudito di risorse economiche  e di devastazione del territorio.

Quelle scelte non trovarono risposte adeguate anche per il disarmo critico dei gruppi dirigenti del Partito Comunista sardo. L’unico sforzo di analisi e di elaborazione politica di quegli anni era venuto da quei circoli  giovanili che gravitavano attorno al P.S.I.U.P. e ai movimenti della sinistra diffusa, stimolati dal confronto con Pino Ferraris, che aveva sempre la lucida visione delle dinamiche generali dello sviluppo capitalistico.

Pino Ferraris ha studiato e analizzato il processo dei mutamenti strutturali nell’economia sarda in quegli anni all’interno dello scontro di classe italiano e internazionale col rigore scientifico del ricercatore e con la passione dell’organizzatore politico finalizzata alla costruzione di un blocco sociale alternativo per la realizzazione di una società nuova.

Il suo contributo alla riorganizzazione della sinistra nell’Isola è stato fondamentale e meriterebbe di essere meglio ricordato e puntualmente ricostruito in una storia dei movimenti antagonisti dal 1968-69 al 1976: dalla costituzione del Nuovo P.S.I.U.P. (a Nuoro, a Dorgali, nell’Ogliastra, a Oristano, a Carbonia) e alla aggregazione con la Sinistra M.P.L. di Cagliari, dalla fondazione del P.d.U.P. al primo periodo di Democrazia Proletaria. Le sue relazioni e i suoi interventi nei numerosi convegni di studio regionali e zonali (il primo su Crisi economica e sociale e condizione operaia in Sardegna si tenne ad Arborea-Ala Birdi nei giorni 23 e 24 settembre 1972) costituivano riferimenti imprescindibili dell’elaborazione e dell’azione politica dei compagni sardi. E su tutti i temi allora in campo: dal fallimento del Piano di Rinascita ai poli petrolchimici; dalla politica degli incentivi industriali alla guerra chimica e al ruolo delle partecipazioni statali; dal piano minerario al piano per le zone interne a prevalente economia pastorale; dal V° Programma esecutivo del Piano di Rinascita alle politiche agricole del M.E.C.. E ancora, sui problemi delle istituzioni locali, sull’Autonomia e sui movimenti neo-sardisti. In questo ambito rientrano i suoi rapporti con Umberto Allegretti, Alberto Merler, Antonello Satta ed Eliseo Spiga.

Pino aveva anche manifestato un grande interesse ad approfondire la conoscenza della pastorizia  nell’ambito delle tensioni sociali indotte dai processi di confusa trasformazione del tessuto produttivo regionale di quegli anni. Da non dimenticare inoltre la sua appassionata condivisione della battaglia che opponeva l’Amministrazione comunale di Lula alla S.I.R. di Rovelli.

Ciò che ha contraddistinto Pino Ferraris è stata la grande coerenza ideale militante tra il dirigente  di partito, lo studioso e il docente. Sempre in campo e sempre dalla stessa parte.

Nella sua relazione introduttiva al convegno Nuovo.P.S.I.U.P.- Sinistra M.P.L. su Lotte operaie e iniziativa politica (Bologna, 4 novembre 1972) aveva scritto: “Certamente la nostra è una presenza scomoda, che non si presta ad essere esorcizzata con facili scomuniche; è una presenza che esige un rapporto franco di discussione e di verifica e che quindi è certo più facile cercare di cancellare con il silenzio. Ma ciò non deve scomporci, convinti che il problema non è quello di emergere nelle testate dei giornali, ma di immergerci in modo attivo, paziente e costruttivo nella realtà di classe”.

Giovanni Antonio Mattu – Peppino Goddi – Franco Calia – Gavino Porcu-Franca Cucciu-Antonio Davoli-Nanni Marras

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